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Archive for the ‘Amministrazione Comunale’ Category

Vedo che il riferimento, al di là di tutti gli attacchi politici, è alla questione urbanistica che riguarda l’area circostante l’abitazione della mia famiglia in via della Libertà.

Il pezzo sul blog è apparso in data 2 agosto 2012, giorno in cui è morta mia mamma e periodo nel quale, credo comprensibilmente, le mie preoccupazioni erano rivolte ad altro che alla politica.

Nel merito comunque mi preme evidenziare due cose:

1) Riguardo al presunto confine “spostato” (rispetto a cosa?)

– Nessuna linea o confine relativo ai vincoli urbanistici è stato spostato e qualunque tecnico competente sa che i vincoli non vengono decisi dal Regolamento Urbanistico, ma semplicemente riportati nel Regolamento Urbanistico.

– Nessun terreno protetto è stato “sprotetto”. Io, al posto di chi scrive, se fossi convinta di una cosa del genere, vista la gravità della cosa, non mi limiterei a lasciarlo intendere in un pezzo su internet, ma formalizzerei una denuncia alla Procura della Repubblica.

2) Riguardo al laboratorio di proprietà della mia famiglia (AR1)

– Come per tutte le Aree di Riqualificazione insediativa AR1, non sono possibili interventi “diretti”, in attuazione delle disposizioni contenute nel regolamento Urbanistico, ma si rinvia il tutto all’approvazione, da parte del Consiglio comunale, di apposito Piano Attuativo.

– Come per tutte le Aree di Riqualificazione insediativi AR1, per potersi realizzare l’intervento privato, la proposta di Piano Attuativo deve individuare le aree private da cedere alla collettività (proprietà pubblica) e da destinare a parcheggi pubblici, verde pubblico ed alle eventuali altre attrezzature

– Nel caso specifico dell’AR1 di via della Libertà, come riportato nelle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico (art. 154), è prescritta la realizzazione del parcheggio pubblico a conclusione di via della Libertà, a spese del privato che propone l’intervento.

Chi fosse interessato ad un approfondimento tecnico può prender visione dei seguenti link:

– Cartografia relativa all’area di cui trattasi: tavola di progetto 17legenda e quadro d’unione

Regolamento Urbanistico on-line (tutta la documentazione)

Norme Tecniche di Attuazione

Questo è quanto: il resto, come si suol dire, son discorsi.

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Lo scandalo della Regione Lazio impone alcune riflessioni, il difficile periodo che stiamo attraversando impone a tutti scelte di sobrietà, sia per quanto riguarda gli aspetti economici, che la volontà di anteporre a tutto i problemi seri che il nostro paese e le nostre comunità si trovano ad affrontare.

Nei primi giorni di amministrazione si è cercato di fare polemica gratuitamente su presunte spese aggiuntive a carico dei cittadini di San Marcello, per rimborsi e questioni legate ai cosiddetti “costi della politica”.

Al contrario noi ci siamo mossi in silenzio, ma facendo scelte concrete di sobrietà: tutti i componenti della giunta comunale hanno sottoscritto formalmente la rinuncia ai rimborsi per gli spostamenti da casa alla sede comunale. Non vogliamo neppure quantificare con esattezza quante migliaia di euro risparmieremo con questo gesto:

fatto sta che si tratta di denari che potremo utilizzare per i servizi ai cittadini.

Il nostro intento non è moralistico, ma abbiamo voluto dare un segnale ai cittadini, in tempi di magra tutti tirano la cinghia, non sempre e solo i soliti.

A differenza di quello che noi abbiamo fatto, alcuni rappresentanti dell’opposizione, che oggi tanto si scandalizzano per “i costi della politica” e degli amministratori di San Marcello, solo qualche anno fa hanno intascato regolarmente i contributi previsti dalla legge per i viaggi quotidiani da San Marcello e Abetone e ritorno.

Tutto legittimo, come lo sarebbe stato anche nel nostro caso. Solo che noi, anzichè scandalizzarsi e alzare i toni, abbiamo deciso di non utilizzare questa opportunità, rinunciando a intascare questi soldi e lasciandoli nelle dosponibilità del Comune per i propri servizi ai cittadini e le attività sul territorio.

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Avvicinandomi alla conclusione della mia esperienza amministrativa come sindaco di Quarrata, è normale fare un bilancio anche personale di ciò che è stato.

Innanzi tutto desidero ringraziare tutte quelle persone che, dentro e fuori dalla macchina comunale, hanno contribuito alla realizzazione di tanti progetti e iniziative sul territorio e per la città, a volte anche inaspettatamente, con grande disponibilità, spirito di servizio e condivisione.

Ripercorrendo questo percorso, sono proprio i rapporti stretti in questi anni, le collaborazioni intessute e la conoscenza di tante persone “vere” che, da un punto di vista personale, hanno arricchito questa esperienza. Potrei citarne tanti ma sarebbe un elenco incompleto e quindi preferisco non citare nessuno; ognuno di loro capirà in cuor suo di farne parte.

Dieci anni sono tanti e l’esperienza di amministrare in prima persona un comune di oltre 25.000 abitanti è così complessa, che sarebbe impensabile pensare di non aver mai sbagliato niente. Potessi tornare indietro forse, rispetto ad alcune questioni specifiche, farei scelte diverse.

Quello che però non cambierei è la buona volontà e la buona fede, insieme ad un atteggiamento libero da condizionamenti e pressioni varie. E’ l’aspetto di cui vado più orgogliosa, anche se forse è proprio quello che mi ha creato più problemi.

Infatti, quando si parla in modo astratto di equità e del fatto che tutti i cittadini sono uguali davanti all’amministrazione, siamo tutti d’accordo. In fondo al cuore di qualche amico però, c’è sempre la speranza che, nei propri confronti, ci sia un occhio di riguardo.

Se questo mi ha comportato qualche “nemico” in più, resto convinta che, prima della ricerca del consenso a tutti i costi e anche a rischio di incrinare qualche rapporto, debba venire l’onestà intellettuale, cercando di dare una mano a tutti, senza privilegiare nessuno e senza chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie e ai cattivi comportamenti.

Anche se ho sempre avuto la passione per la politica, al di là di una breve parentesi da consigliere comunale in gioventù, non avevo mai fatto politica in modo attivo fino al 2002, quando sono stata cercata per candidarmi a sindaco di Quarrata. Venivo dalla cosiddetta “società civile” e, dopo questa intensa esperienza, tornerò a fare il mio lavoro, il medico di famiglia.

Al di là di partecipare a qualche iniziativa, non sto seguendo i percorsi politici di questi mesi, ho appreso dai giornali l’elenco dei diversi candidati, non ho contribuito a nessun programma elettorale, non perché non mi interessino le sorti della nostra città, ma perché è giusto che chi ha ricoperto un ruolo di primo piano per tanti anni, si faccia da parte, non condizionando in alcun modo chi verrà.

Auguro a tutti i candidati un confronto leale e al vincitore la passione che mi ha sempre animato.

Ed ora mi appresto a sfogliare l’ultima pagina di questo capitolo della mia vita, contenta di averlo letto, e soprattutto di averlo letto insieme alla gente della mia città.

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Ieri ho partecipato a Firenze al convegno regionale di ANCI e INU toscani. Al centro dell’attenzione la questione dell’introduzione della concorsualità in urbanistica, uscendo in qualche misura dalla vecchia visione del diritto a costruire. Una delle esperienze più innovative in questo senso, è l’esperienza di Quarrata con l’introduzione della Aree a Pianificazione Differita (APD), volte proprio a mettere in competizione idee e progetti per la crescita della città.

Il mio non è stato ovviamente un intervento tecnico; altri lo hanno fatto in termini di numeri e procedure, perché per questo erano presenti professionisti qualificati come l’Avv. Duccio Traina e l’Avv. Enrico Amante, insieme all’arch. Silvia Viviani, vicepresidente nazionale dell’INU.

Oggi, in una società che fugge dalla politica, che certo non sta dando grandi prove di se stessa, ritengo fondamentale parlare e operare per la democrazia, scegliendo l’equità e la trasparenza come bussole per orientare l’operato delle pubbliche amministrazioni.

Occorre ritrovare visione politica, per dare prospettive vere all’azione amministrativa, rifuggendo dalla ricerca del consenso a tutti i costi, perché non scegliere per la paura di scontentare qualcuno è mortale per la democrazia. Soprattutto in un periodo di difficoltà come questo c’è bisogno di coraggio e di slancio, per provare a gettare le basi per un futuro migliore.

Il termine città nasce dalla parola romana “civus”, cittadino, con diritti e dovere da compiere, consapevole di far parte di una comunità, che per essere vivibile deve essere coesa, inclusiva e solidale. Solo l’impegno di tutti può portare a uscire dalle secche in cui ci siamo cacciati con l’individualismo, che è il tentativo di risolvere per proprio conto problemi complessi, superabili solo in un’ottica generale e inclusiva.

Un amministratore deve porsi il problema di dare risposte riformiste e coraggiose, dando un contributo reale al cambiamento vero della nostra società. Usare procedure che mettano a confronto varie aree e diversi progetti, concorrenti tra loro, significa dare la possibilità al pubblico di allearsi con il privato, per dare risposte ai bisogni dei cittadini.

Il consiglio comunale sceglie i criteri, viene predisposto un bando che fissa le priorità, e poi sono progettisti, imprenditori e cittadini, a lavorare insieme non per speculare sul proprio territorio, ma per contribuire tutti insieme alla crescita della città, in termini di qualità urbana, sociale, infrastrutturale.

A Quarrata quest’idea si è concretizzata. Attraverso due bandi, abbiamo ottenuto risultati di qualità e, oltre agli oneri, la comunità della nostra città avrà alloggi a prezzi calmierati per chi non può pagare 600-700 euro al mese di affitto, aule scolastiche, parcheggi pubblici in zone carenti.

L’urbanistica è vita, perché le scelte urbanistiche condizionano lo sviluppo di un territorio nel suo complesso. Difendere un’urbanistica concorsuale e condivisa, significa difendere l’idea di una comunità coesa, in cui tutti danno il proprio contributo per migliorare la città, rendendola più viva e vitale, uscendo dall’individualismo e dagli egoismi del vantaggio personale o della speculazione di pochi a danno di tutti gli altri.

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La corruzione e l’illegalità incidono sulla credibilità dell’Italia a livello internazionale. Tutto questo provoca, oltre che un danno morale, anche un notevole danno economico facendo fuggire gli investitori esteri dal nostro paese. Occorre inoltre far ritrovare la fiducia ai cittadini, recuperando il rapporto fra la società civile e le istituzioni: molti amministratori sono onesti e da qui si deve ripartire per dare risposte in termini di trasparenza e legalità.

Per questo ho voluto portare all’attenzione del Consiglio comunale di ieri sera, che l’ha approvata all’unanimità, l’adesione alla “Carta di Pisa”, il codice di comportamento nato su iniziativa di “Avviso Pubblico”.

La “Carta di Pisa” è stata redatta negli scorsi mesi grazie al lavoro di una équipe composta da amministratori locali, funzionari della Pubblica Amministrazione, docenti universitari, ed è basata sui generali obblighi di diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità dell’azione amministrativa. Costituisce un importante codice etico, per far si che gli amministratori dell’ente, nello svolgimento dei loro compiti, si conformino a specifiche regole di condotta e di comportamento, finalizzate a rafforzare la trasparenza e la legalità all’interno delle Istituzioni pubbliche.

I punti principali della carta si concentrano sull’impegno a fornire i dati relativi alle attività professionali svolte, i redditi percepiti, gli incarichi ricevuti, nonché i potenziali conflitti di interesse, come per esempio l’esistenza di preesistenti rapporti di affari, di lavoro, di parentela o convivenza con persone o organizzazioni interessate da decisioni dell’amministrazione, anche se non figuranti fra le incompatibilità previste dalla legge. Sancisce inoltre l’obbligo di non accettare regali accedenti il valore di 100 euro annui e il divieto al cumulo di incarichi.

Fra le altre cose poi si ribadisce un secco no al sostegno irregolare o non dichiarato, sia diretto che indiretto, che provenga da privati o da concessionari e gestori di servizi pubblici o da privati che abbiamo ricevuto provvedimenti dall’ente nei 5 anni precedenti per l’attività politica degli amministratori.

In più, per tutti coloro che sottoscrivono il codice, di fronte a un rinvio a giudizio o a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio e traffico illecito di rifiuti, vi è l’impegno a dimettersi dal proprio mandato.

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In questi giorni, molte sono state le richieste e le sollecitazioni rispetto alla versione on-line del Rendiconto di mandato 2002-2012.

Come già accennato, il cartaceo del documento è una versione necessariamente molto sintetica. Ciò per esigenze di spazio dovute al contenimento dei costi, ma anche per l’impossibilità oggettiva di elencare in modo sintetico ed allo stesso tempo chiaro dati, progetti, documenti, immagini riferite all’attività di questi anni.

Per questo abbiamo ritenuto utile realizzare anche una versione on-line del Rendiconto di mandato in cui, oltre ai contenuti del cartaceo, sono rintracciabili anche schede di dettaglio, ma soprattutto i link ai contenuti del sito inseriti e aggiornati negli anni rispetto ai diversi settori.

Tra le cose più richieste, l’andamento dei lavori per il collegamento al casello autostradale di Prato ovest e la piscina, che trovate alla pagina dei progetti PIUSS e grandi opere.

Buona navigazione a tutti!

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L’Amministrazione Comunale ha realizzato questo bilancio di fine mandato per una migliore informazione, trasparenza e comunicazione con il cittadino.

Il presente rendiconto, concretizzato grazie alla collaborazione degli uffici comunali attraverso dati, notizie ed immagini, illustra l’operato, le attività e gli interventi che sono stati realizzati dall’amministrazione comunale negli ultimi anni nei diversi settori, e rappresenta pertanto un utile strumento per leggere con più facilità e chiarezza le cifre del bilancio comunale, le risorse pubbliche disponibili e distribuite sul territorio.

A conclusione del mio secondo mandato amministrativo auspico di aver soddisfatto la fiducia accordatami dagli elettori e sono lieto illustrare i risultati conseguiti rispetto agli impegni presi al fine di migliorare la nostra città, pur considerando il particolare momento di crisi economica e con le difficoltà incontrate anche in relazione ai tagli finanziari alle casse comunali operati dallo stato.

Desidero ringraziare per la collaborazione prestata nel corso di questi anni i colleghi di Giunta, i Consiglieri Comunali, gli Enti e le Associazioni locali operanti sul territorio, nonché il personale dipendente che ha reso possibile la realizzazione degli obiettivi prefissati dall’Amministrazione Comunale.

Auguro a tutti buona lettura!

Sono parole di Ettore Severi, sindaco di centrodestra, che ha terminato la propria esperienza amministrativa nel 2009 nel Comune di Montecatini Terme, pubblicando e distribuendo, come abbiamo fatto noi, il rendiconto di fine mandato ai propri cittadini.

Presentare il rendiconto finale al termine del mandato è un obbligo di legge tanto quanto presentare il programma di mandato quando un sindaco inizia l’attività amministrativa. E’ giusto e doveroso per un amministratore “rendere conto” a tutti, nel bene e nel male, di quella che è stata la propria attività negli anni.

Questa volta, proprio in virtù della crisi e delle difficoltà economiche per i cittadini e anche per i comuni, abbiamo realizzato il tutto internamente, con un grande lavoro da parte degli uffici, spendendo circa la metà di cinque anni fa. L’impegno economico a carico dell’amministrazione ammonta a circa 10.000 euro per oltre 25.000 abitanti, pari quindi a una spesa pro-capite di informazione di 40 centesimi.

I quarratini, che oltretutto sono persone abituate a lavorare e che sanno fare di conto, giudicheranno da soli se questa è una spesa esosa o addirittura un capriccio politico di parte per farsi propaganda, dal momento che Ettori Severi ha fatto la stessa cosa poco più di due anni fa, non so con quali costi, ma realizzando un opuscolo con qualche pagina in più rispetto a quello di Quarrata.

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