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Archive for the ‘Le mie idee…’ Category

Caro direttore generale,

 

sono un medico di medicina generale, e volevo portarle all’attenzione un fatto che mi è capitato in ambulatorio. E’ venuta a farsi visitare una signora giovane, che chiamerò con un nome di fantasia, Anna, la quale era stata a visita al Pronto Soccorso e sarebbe stata costretta a fare la fila come tutti per le percosse ricevute.

Io e Anna abbiamo parlato, non senza qualche difficoltà, reticenza, paura e alla fine del nostro colloquio è emersa la verità rispetto alla causa di quelle lesioni. Ho stilato un referto, ho cercato un contatto con chi si occupa di questi reati, infine Anna se ne è andata col suo referto, il suo appuntamento e la sua paura.

Ho letto su Toscana Medica, che la nostra Regione è all’avanguardia per il progetto “Codice Rosa” e mi chiedevo se non fosse giusto che anche a Pistoia, Pescia e San Marcello potesse essere messo a regime.

Medico_genericoLa mia lettera vuole essere di collaborazione, segnalando un caso, in cui si tratta di una persona in carne ed ossa, anche se purtroppo, non è l’unico caso. Da Anna, che ha una sua storia, una sua sensibilità, una sua sofferenza, si può passare all’universo femminile trattato con violenza, per un malinteso senso di proprietà per amore, che davvero amore non è.

Quante Anna ci sono da noi? Quante sofferenze silenziose? Per questo una stanza tutta per sé, con qualcuno che si chini su queste fragilità, sarebbe un segnale di civiltà. Un’altra proposta vorrei farle: visto che noi medici dobbiamo fare dei corsi di formazione, perché non inserire in quelli che dobbiamo seguire un corso che tratti della materia della violenza di genere?

Sviluppare una rete tra i medici di medicina generale e le strutture territoriali sarebbe utile, professionalmente noi siamo spesso il primo punto di contatto per le persone maltrattate e sarebbe un accrescimento professionale l’approfondimento di questa realtà.

In un territorio dove gli episodi gravi si sono moltiplicati, in una fase dove finalmente l’Italia ha ratificato la convenzione di Istanbul, non ci possiamo permettere di non fare niente: noi donne abbiamo bisogno di sentire che siamo una parte di società che ha valore e non un problema in più.

Certa di un suo interessamento, un cordiale saluto.

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Vedo che il riferimento, al di là di tutti gli attacchi politici, è alla questione urbanistica che riguarda l’area circostante l’abitazione della mia famiglia in via della Libertà.

Il pezzo sul blog è apparso in data 2 agosto 2012, giorno in cui è morta mia mamma e periodo nel quale, credo comprensibilmente, le mie preoccupazioni erano rivolte ad altro che alla politica.

Nel merito comunque mi preme evidenziare due cose:

1) Riguardo al presunto confine “spostato” (rispetto a cosa?)

– Nessuna linea o confine relativo ai vincoli urbanistici è stato spostato e qualunque tecnico competente sa che i vincoli non vengono decisi dal Regolamento Urbanistico, ma semplicemente riportati nel Regolamento Urbanistico.

– Nessun terreno protetto è stato “sprotetto”. Io, al posto di chi scrive, se fossi convinta di una cosa del genere, vista la gravità della cosa, non mi limiterei a lasciarlo intendere in un pezzo su internet, ma formalizzerei una denuncia alla Procura della Repubblica.

2) Riguardo al laboratorio di proprietà della mia famiglia (AR1)

– Come per tutte le Aree di Riqualificazione insediativa AR1, non sono possibili interventi “diretti”, in attuazione delle disposizioni contenute nel regolamento Urbanistico, ma si rinvia il tutto all’approvazione, da parte del Consiglio comunale, di apposito Piano Attuativo.

– Come per tutte le Aree di Riqualificazione insediativi AR1, per potersi realizzare l’intervento privato, la proposta di Piano Attuativo deve individuare le aree private da cedere alla collettività (proprietà pubblica) e da destinare a parcheggi pubblici, verde pubblico ed alle eventuali altre attrezzature

– Nel caso specifico dell’AR1 di via della Libertà, come riportato nelle Norme Tecniche di Attuazione del Regolamento Urbanistico (art. 154), è prescritta la realizzazione del parcheggio pubblico a conclusione di via della Libertà, a spese del privato che propone l’intervento.

Chi fosse interessato ad un approfondimento tecnico può prender visione dei seguenti link:

– Cartografia relativa all’area di cui trattasi: tavola di progetto 17legenda e quadro d’unione

Regolamento Urbanistico on-line (tutta la documentazione)

Norme Tecniche di Attuazione

Questo è quanto: il resto, come si suol dire, son discorsi.

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Nel programma e nella proposta di Paese c’è del coraggio, c’è la voglia della sfida a viso aperto, perché al centro delle scelte ci sono le Città, inserite in una Europa che parte dal basso.

Perché i Comuni hanno diritto ad un Patto di Stabilità più giusto, ma i Comuni virtuosi devono essere premiati, perché danno più risposte ai cittadini, contribuendo inoltre al risanamento delle finanze pubbliche.

Se scendiamo in alcune linee programmatiche troviamo scritte nero su bianco tante idee per modernizzare il nostro Paese, per renderlo capace di futuro, capace di sfidare la complessità di un mondo che non si accontenta delle vecchie formule.

Matteo si è messo all’ascolto, a partire dalla Leopolda, di una società fatta da persone che vogliono dire la loro su ciò che li riguarda davvero.

Non bisogna più accontentarsi di promesse, il Fisco deve essere snello e leggero, ma ognuno deve contribuire; la burocrazia deve essere al servizio dei cittadini e non un moloch messo a guardia dei privilegi.

Occorre investire sulla scuola, premiando gli insegnanti migliori, costruendo una scuola pubblica fin dalle materne, perché i bambini sono speranza e investire sulla speranza significa credere nel futuro.

E’ necessario puntare sui giovani, sullo scambio di esperienze tra coetanei di Paesi differenti, per condividere le scelte e le conoscenze attraverso il Servizio Civile Europeo, significa costruire una Unione Europea, fatta di persone che vivono gli stessi ideali a servizio della democrazia.

Ogni italiano vorrebbe vedere dimezzato il numero dei Parlamentari, vorrebbe vedere aboliti i privilegi e i vitalizi, perché questa è equità, perchè questa è efficienza e miglior funzionamento delle Istituzioni.

E’ necessario investire sulle persone, per creare un welfare senza assistenzialismo, che dia pari opportunità di partenza, per realizzare una società basata sul merito, puntando sul contributo che ognuno può e deve dare per costruire un’Italia migliore.

Questa è l’ora che ognuno si metta in gioco, perché il nostro Paese ha bisogno dell’apporto di ognuno di noi, perché ciascuno può metterci del suo per cambiare, senza affidarsi alle comode deleghe in bianco, che finora non hanno consentito un vero cambiamento e un cambio di passo che, ora più di sempre, è indispensabile.

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Dal 7 maggio ho ripreso in pieno la mia attività professionale, perché ho sempre pensato alla politica come servizio, da svolgere per un periodo della vita più o meno lungo, ma mai in sostituzione del proprio lavoro. Da questo punto di vista infatti avere una propria professione, mi ha consentito di essere svincolata da obblighi e pressioni e quindi molto più libera anche nelle scelte politiche di questi ultimi anni.

Stare a contatto con le persone ed avere rapporti con la gente mi è sempre piaciuto: spesso è più gratificante una stretta di mano o una pacca sulla spalla di un regalo, magari prezioso. E’ anche per questo che non ho mai abbandonato completamente il mio lavoro, neppure negli anni del mio mandato di sindaco, e che adesso lo riprendo con la stessa voglia ed entusiasmo di quando ero una giovane dottoressa alle prime armi.

In questo contesto Silvia Cormio mi ha cercata, per propormi un incarico amministrativo a San Marcello, mettendomi in crisi. Con la politica si può essere utili, si può fare un pezzo di strada insieme, si stringono amicizie e si uniscono gioie e tensioni anche forti.

Amo la montagna, sulla montagna pistoiese ho lavorato per molto tempo come medico ed è in quell’occasione che ho imparato ad apprezzare un territorio dove il lavoro, la fatica, l’impegno e la solidarietà sono di casa.

Arriverò a San Marcello in punta di piedi, con rispetto, per imparare da tutti coloro che vivono quella che per me è una realtà nuova. Sarò a disposizione dei colleghi di giunta e dei consiglieri, collaboratrice fedele per la realizzazione del progetto del sindaco, Silvia Cormio, che è piena di entusiasmo e sta già lavorando sodo per attuare il programma che i cittadini hanno votato, facendo una scelta chiara.

Ringrazio innanzi tutto il sindaco della fiducia. Sarò una donna a servizio di un’idea di politica: quella fatta per il bene comune, per organizzare una macchina comunale che sappia rispondere alle esigenze della propria gente, quella fatta di idee che si confrontano e da cui nascono sintesi per un progetto di città.

Già nel prossimo futuro ci attendono molte sfide e le sfide mi piacciono!

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“ Il mondo si muove se noi ci muoviamo

si muta se noi mutiamo,

si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.”

Don Primo Mazzolari

 

 

 

Le primarie rappresentano la possibilità di misurare candidati ed esperienze diverse, per alimentare un dibattito interno ed esterno sui grandi temi della politica.

Per questo motivo è necessaria per una scelta consapevole da parte dei cittadini rispetto alle proposte sulle vere questioni che gli amministratori si trovano ad affrontare ogni giorno.

Si comincia dalla economia, per cercare di affrontare la crisi, i motivi che l’hanno generata e le risposte che si vogliono dare, per andare avanti sui grandi temi dei servizi pubblici locali, come la gestione dell’acqua, da affrontare in modo non ideologico, ma a partire dai bisogni dei cittadini.

Presentarsi con un ventaglio di idee e progetti significa arricchire il dibattito e dare modo ai cittadini di riflettere sui grandi temi, come la partecipazione e le grandi scelte infrastrutturali di cui necessita la nostra città, per non rimanere indietro rispetto ai tempi che corrono.

Per questo motivo è strategico e necessario un confronto tra le varie idee politiche in campo, non confinato a mere scelte di potere legate a piccoli interessi di bottega, ma allargato per poter non solo vincere ma governare, senza rimandare tutto, sempre e comunque, in una politica di piccolo cabotaggio, slegata dal sogno di creare futuro e speranze.

Il PD è nato con la scelta delle primarie, per dare voce alle idee e spazio ad un confronto leale e produttivo, in quanto si possono così portare a confrontarsi anche persone con sensibilità diverse, provenienti da mondi che possono e debbono dialogare insieme.

La bella politica è quella affrontata a viso aperto, con spirito di servizio, quella che accetta anche punti di vista differenti e cerca la sintesi tra loro, non per compromesso ma con spirito costruttivo, quella che permette alle persone di esprimere le proprie idealità.

Le primarie sono una occasione straordinaria di crescita per tutti, nessuno escluso, occasione speciale per richiamare tanta gente ad appassionarsi di politica, perché è necessario contrastare il qualunquismo che delegittima ogni Istituzione. Il Comune è il luogo più vicino ai cittadini e, poichè la cosa pubblica è di tutti, ognuno ha il diritto e il dovere di partecipare per garantire la democrazia.

Si apre una fase delicata, in cui si confronteranno personalità diverse, che apporteranno ricchezza al confronto, lealtà nei comportamenti, passione e impegno per il futuro, che verrà disegnato dai tanti che prenderanno parte alle primarie.

Sembra un paradosso, ma io sono convinta che vinceranno tutti, perché la vittoria vera sarà portare tante persone a parlare di politica, perché senza politica la nostra è una società meno coesa e fatta di troppe solitudini.

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“…Voi che avete permesso disprezzo e scherni, le offese raffinate,le allusioni discrete

e le interdizioni e le segregazioni.

E poi avete strappato a questo cuore troppo amoroso legami che lo univano al battito del mondo.

Siate benedetti, perché non avete permesso che l’odio incidesse questo cuore d’uomo.

Voi sapete che ho stretto amicizia coi Principi dello spirito, coi principi della forma

che ho mangiato il pane che affama dell’innumerevole armata dei lavoratori e dei disoccupati

che ho sognato un mondo di sole nella fraternità dei miei fratelli dagli occhi azzurri..”

Leopold Senghor

 

Firenze, la città di La Pira, la città di artisti e poeti è stata sconvolta dall’omicidio di persone inermi.

Si è coltivato l’abisso della xenofobia, della paura e dell’ignoranza, si è seminato il vento

freddo e maligno del razzismo e a causa di questo due giovani migranti hanno perso la vita, altri tre sono stati feriti gravemente.

Mor e Modou non potranno più sognare”un mondo di sole”, perché i loro occhi sono stati spenti dalla furia di chi ha lavorato per un mondo diviso in due: da una parte la razza “superiore”, dall’altra i “neri e i diversi”, separati da un muro alto, uno steccato che divide e uccide.

Non si può accettare questa visione del mondo, noi siamo convinti che non esistano razze, al massimo etnie, che non esistono persone superiori ad altre, ma anzi,crediamo fermamente nel principio della uguaglianza e della dignità della persona insita in ogni uomo e in ogni donna.

La civiltà non si misura dal colore della pelle, ma dalla ricchezza del dialogo, dai ponti che si costruiscono e dalle opportunità che si offrono alle persone.

Ho iniziato con un grande poeta africano, finisco con un grande politico di questo immenso e bellissimo continente per affermare che le differenti culture sono ricchezza e non ostacolo al cammino dell’umanità.

 

“E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere,inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

E quando ci liberiamo dalle nostre paure

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri”

Nelson Mandela

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Decidere con un tratto di penna, da parte del ministro Galan, la chiusura del Museo di S.Anna desta sconcerto, rabbia, indignazione. In Italia c’è la crisi, ci sono da affrontare misure impopolari per combattere il debito pubblico, ma farlo pagare ai martiri non è né giusto né accettabile.

560 persone trucidate il 12 agosto del 1944: uccise, bruciate, torturate per una precisa scelta: incutere terrore nelle popolazioni inermi, innocenti e indifese. Kesselring decise le stragi nel Padule come a Sant’Anna, come a Marzabotto o Civitella della Chiana: i civili dovevano essere sacrificati alla logica del terrore, non per rappresaglia, ma come metodo di guerra.

Adesso a Sant’Anna di Stazzema c’è un Museo della Resistenza, si sta progettando un Parco della Pace, migliaia di giovani ogni anno vanno in pellegrinaggio su quei monti per rendere omaggio alle vittime, la più piccola delle quali, Anna, aveva pochi giorni.

Tutto questo deve finire; allora mi chiedo: Va in prescrizione l’omaggio alle vittime? Possiamo accettare in silenzio questa decisione? Davanti alla Chiesa, in quella minuscola piazza contornata da alberi che fanno da cornice, c’è raffigurato un girotondo di bambini, che da tempo non ci sono più, cancellati dalla violenza, insieme al loro parroco, ucciso perché non voleva lasciare sola la sua gente. Furono trucidati vecchi, donne e bambini: non si può cancellare la memoria senza fare oltraggio ai caduti, che sono nostri caduti, ciascuno dei quali vive in noi e in tutti coloro che si recano a rendere loro omaggio. Cancellare i contributi al museo della Resistenza a Sant’Anna è un oltraggio, perché ha il significato di voler dimenticare, ma questo non lo possiamo permettere né ce lo possiamo permettere.

Oggi c’è bisogno della memoria perché la Democrazia ha sempre bisogno di essere difesa, vissuta e partecipata e oggi più che mai c’è necessità della Democrazia e di cittadini che la sostengano.

Lo avrai

camerata Kesselring

il monumento che pretendi da noi italiani

ma con che pietra si costruirà

a deciderlo tocca a noi.

Non coi sassi affumicati

dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

non colla terra dei cimiteri

dove i nostri compagni giovinetti

riposano in serenità

non colla neve inviolata delle montagne

che per due inverni ti sfidarono

non colla primavera di queste valli

che ti videro fuggire.

Ma soltanto col silenzio del torturati

più duro d’ogni macigno

soltanto con la roccia di questo patto

giurato fra uomini liberi

che volontari si adunarono

per dignità e non per odio

decisi a riscattare

la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare

ai nostri posti ci ritroverai

morti e vivi collo stesso impegno

popolo serrato intorno al monumento

che si chiama

ora e sempre

resistenza.

Piero Calamandrei

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