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Archive for the ‘Partecipazione’ Category

Nel programma e nella proposta di Paese c’è del coraggio, c’è la voglia della sfida a viso aperto, perché al centro delle scelte ci sono le Città, inserite in una Europa che parte dal basso.

Perché i Comuni hanno diritto ad un Patto di Stabilità più giusto, ma i Comuni virtuosi devono essere premiati, perché danno più risposte ai cittadini, contribuendo inoltre al risanamento delle finanze pubbliche.

Se scendiamo in alcune linee programmatiche troviamo scritte nero su bianco tante idee per modernizzare il nostro Paese, per renderlo capace di futuro, capace di sfidare la complessità di un mondo che non si accontenta delle vecchie formule.

Matteo si è messo all’ascolto, a partire dalla Leopolda, di una società fatta da persone che vogliono dire la loro su ciò che li riguarda davvero.

Non bisogna più accontentarsi di promesse, il Fisco deve essere snello e leggero, ma ognuno deve contribuire; la burocrazia deve essere al servizio dei cittadini e non un moloch messo a guardia dei privilegi.

Occorre investire sulla scuola, premiando gli insegnanti migliori, costruendo una scuola pubblica fin dalle materne, perché i bambini sono speranza e investire sulla speranza significa credere nel futuro.

E’ necessario puntare sui giovani, sullo scambio di esperienze tra coetanei di Paesi differenti, per condividere le scelte e le conoscenze attraverso il Servizio Civile Europeo, significa costruire una Unione Europea, fatta di persone che vivono gli stessi ideali a servizio della democrazia.

Ogni italiano vorrebbe vedere dimezzato il numero dei Parlamentari, vorrebbe vedere aboliti i privilegi e i vitalizi, perché questa è equità, perchè questa è efficienza e miglior funzionamento delle Istituzioni.

E’ necessario investire sulle persone, per creare un welfare senza assistenzialismo, che dia pari opportunità di partenza, per realizzare una società basata sul merito, puntando sul contributo che ognuno può e deve dare per costruire un’Italia migliore.

Questa è l’ora che ognuno si metta in gioco, perché il nostro Paese ha bisogno dell’apporto di ognuno di noi, perché ciascuno può metterci del suo per cambiare, senza affidarsi alle comode deleghe in bianco, che finora non hanno consentito un vero cambiamento e un cambio di passo che, ora più di sempre, è indispensabile.

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Leggo stamani l’intervento su etica e partecipazione di Idv e Sel e sono sinceramente soddisfatta che ci sia una sensibilità diffusa su questi temi.

L’impegno dell’amministrazione su questi temi è stato significativo: abbiamo condiviso fin da subito l’impegno della Regione Toscana sulla partecipazione, sottoscrivendo già nel 2008 il protocollo d’intesa Regione – enti locali, che tutt’ora vede la condivisione solo di 77 comuni sui 287 della Toscana (poco più di 1 su 4), attivando anche vari percorsi di partecipazione; da svariati anni sono in essere iniziative sull’educazione alla legalità, strutturatesi dal 2008 nel consueto “Meeting della legalità”; costantemente si sono ridotte le spese destinate ad esempio alle missioni degli amministratori e ai loro rimborsi, con un abbattimento medio del 90% in dieci anni (2000-2010).

E’ poi della scorsa settimana l’approvazione in consiglio comunale della “Carta di Pisa”, un codice etico degli amministratori che detta regole ben precise per quel che riguarda la lotta al clientelismo, il finanziamento dell’attività politica, l’impegno a rimettere il mandato in caso di rinvio a giudizio per tutti i reati individuati dal codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia.

Quest’ultimo atto non è stato approvato da Sel in consiglio poiché assente alla seduta, ma tutto il resto dovrebbe essere a conoscenza dei gruppi dell’attuale maggioranza e, a quanto mi risulta, anche da loro condiviso.

Sicuramente, nel corso di tanti anni, ci potranno essere stati anche “danni ed errori”, non certo voluti ma inevitabili in ogni esperienza di lungo corso, mentre vorrei capire più chiaramente se e da parte di chi c’è stata “mancanza di educazione politica”. Purtroppo il dire e non dire ed il lasciare intendere sono prassi abbastanza consolidate in politica. Da parte mia sono abituata invece a dire quello che penso, anche se a volte può risultare scomodo o non gradito.

Al termine di questa mia esperienza chiederei pertanto la stessa chiarezza, nel valutare in concreto e sulla base dei fatti l’azione amministrativa di questi anni.

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L’Amministrazione Comunale ha realizzato questo bilancio di fine mandato per una migliore informazione, trasparenza e comunicazione con il cittadino.

Il presente rendiconto, concretizzato grazie alla collaborazione degli uffici comunali attraverso dati, notizie ed immagini, illustra l’operato, le attività e gli interventi che sono stati realizzati dall’amministrazione comunale negli ultimi anni nei diversi settori, e rappresenta pertanto un utile strumento per leggere con più facilità e chiarezza le cifre del bilancio comunale, le risorse pubbliche disponibili e distribuite sul territorio.

A conclusione del mio secondo mandato amministrativo auspico di aver soddisfatto la fiducia accordatami dagli elettori e sono lieto illustrare i risultati conseguiti rispetto agli impegni presi al fine di migliorare la nostra città, pur considerando il particolare momento di crisi economica e con le difficoltà incontrate anche in relazione ai tagli finanziari alle casse comunali operati dallo stato.

Desidero ringraziare per la collaborazione prestata nel corso di questi anni i colleghi di Giunta, i Consiglieri Comunali, gli Enti e le Associazioni locali operanti sul territorio, nonché il personale dipendente che ha reso possibile la realizzazione degli obiettivi prefissati dall’Amministrazione Comunale.

Auguro a tutti buona lettura!

Sono parole di Ettore Severi, sindaco di centrodestra, che ha terminato la propria esperienza amministrativa nel 2009 nel Comune di Montecatini Terme, pubblicando e distribuendo, come abbiamo fatto noi, il rendiconto di fine mandato ai propri cittadini.

Presentare il rendiconto finale al termine del mandato è un obbligo di legge tanto quanto presentare il programma di mandato quando un sindaco inizia l’attività amministrativa. E’ giusto e doveroso per un amministratore “rendere conto” a tutti, nel bene e nel male, di quella che è stata la propria attività negli anni.

Questa volta, proprio in virtù della crisi e delle difficoltà economiche per i cittadini e anche per i comuni, abbiamo realizzato il tutto internamente, con un grande lavoro da parte degli uffici, spendendo circa la metà di cinque anni fa. L’impegno economico a carico dell’amministrazione ammonta a circa 10.000 euro per oltre 25.000 abitanti, pari quindi a una spesa pro-capite di informazione di 40 centesimi.

I quarratini, che oltretutto sono persone abituate a lavorare e che sanno fare di conto, giudicheranno da soli se questa è una spesa esosa o addirittura un capriccio politico di parte per farsi propaganda, dal momento che Ettori Severi ha fatto la stessa cosa poco più di due anni fa, non so con quali costi, ma realizzando un opuscolo con qualche pagina in più rispetto a quello di Quarrata.

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La Regione Toscana sta lavorando alle modifiche della legge 69/2007 sulla partecipazione e contestualmente alla revisione di una delle leggi più innovative del nostro territorio, cioè la legge 1/2005 sulla urbanistica.

In ognuno di questi casi vi è in ballo la discussione sulla partecipazione, uno degli argomenti cardine della politica toscana, che ci caratterizza come regione virtuosa, che mette a disposizione dei Comuni e dei soggetti privati risorse per permetterci di coinvolgere i cittadini nelle scelte più importanti di una comunità.

L’argomento della partecipazione nel governo del territorio è sicuramente uno dei più stimolanti, in quanto contiene in sé il germe di una crescita culturale e politica di ogni cittadino che abbia voglia di misurarsi con la politica, pensata e vissuta come progetto e servizio e non come spartizione del potere.

Certamente necessaria è prima di tutto l’informazione, per garantire consapevolezza e conoscenza di ciò di cui si parla, per poi operare le scelte necessarie a superare i limiti e i problemi che ogni territorio vive.

Occorre nello stesso tempo non appesantire le procedure e coinvolgere i cittadini nelle scelte prima della redazione dei piani, per poter dare una “cassetta degli attrezzi” a chi poi redigerà il piano, traducendo tecnicamente il volere della città sul proprio sviluppo futuro. Occorre chiedersi chi e come partecipa, come attivare percorsi facili per avvicinare i cittadini alla politica, che non può ridursi a un gioco di potere, ma deve dare risposte alle persone.

Partecipano persone estratte a sorte, portatori di interesse, solo chi vuole farlo? Una miscela tra queste tre opzioni è possibile? Esistono varie esperienze a questo proposito e il dibattito è apertissimo; perché è ormai acclarato che il metodo assembleare puro non serve, perché non coinvolge gruppi nuovi di cittadini.

E’ ovvio anche che nessuno può pensare di togliere ai Consigli Comunali il potere di essere l’ultimo decisore, perché il Consiglio è organo eletto democraticamente ed è inoltre l’espressione più rappresentativa del volere di una città. Possiamo e dobbiamo chiedere conto ai consigli dei perché delle scelte finali, ma non possiamo esautorarli dal loro ruolo.

Occorre creare una filiera di responsabilità, mantenendo la coesione istituzionale, necessaria per il buon governo di un territorio e l’equilibrio che nasce deve essere mantenuto nel rispetto di ciascuna competenza e sensibilità.

La partecipazione deve diventare un metodo, deve entrare nella cultura organizzativa di ogni comune, per creare le basi della fiducia tra amministratori e amministrati.

Ieri pomeriggio in Regione ho partecipato ad un incontro promosso dal Prof. Morisi e dall’Assessore Anna Marson. Non era il primo, ma seguiva ad altri due, di cui uno promosso dall’Assessore alla Partecipazione Riccardo Nencini.

Quarrata è stata protagonista di questo dibattito, come Comune dove la Partecipazione è stato un metodo utilizzato diverse volte, su vari argomenti, dal bilancio all’economia. Siamo inoltre il primo comune che ha sperimentato con successo la Pianificazione Differita, ma su questo ritornerò in una successiva riflessione.

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“ Il mondo si muove se noi ci muoviamo

si muta se noi mutiamo,

si fa nuovo se qualcuno si fa nuova creatura.”

Don Primo Mazzolari

 

 

 

Le primarie rappresentano la possibilità di misurare candidati ed esperienze diverse, per alimentare un dibattito interno ed esterno sui grandi temi della politica.

Per questo motivo è necessaria per una scelta consapevole da parte dei cittadini rispetto alle proposte sulle vere questioni che gli amministratori si trovano ad affrontare ogni giorno.

Si comincia dalla economia, per cercare di affrontare la crisi, i motivi che l’hanno generata e le risposte che si vogliono dare, per andare avanti sui grandi temi dei servizi pubblici locali, come la gestione dell’acqua, da affrontare in modo non ideologico, ma a partire dai bisogni dei cittadini.

Presentarsi con un ventaglio di idee e progetti significa arricchire il dibattito e dare modo ai cittadini di riflettere sui grandi temi, come la partecipazione e le grandi scelte infrastrutturali di cui necessita la nostra città, per non rimanere indietro rispetto ai tempi che corrono.

Per questo motivo è strategico e necessario un confronto tra le varie idee politiche in campo, non confinato a mere scelte di potere legate a piccoli interessi di bottega, ma allargato per poter non solo vincere ma governare, senza rimandare tutto, sempre e comunque, in una politica di piccolo cabotaggio, slegata dal sogno di creare futuro e speranze.

Il PD è nato con la scelta delle primarie, per dare voce alle idee e spazio ad un confronto leale e produttivo, in quanto si possono così portare a confrontarsi anche persone con sensibilità diverse, provenienti da mondi che possono e debbono dialogare insieme.

La bella politica è quella affrontata a viso aperto, con spirito di servizio, quella che accetta anche punti di vista differenti e cerca la sintesi tra loro, non per compromesso ma con spirito costruttivo, quella che permette alle persone di esprimere le proprie idealità.

Le primarie sono una occasione straordinaria di crescita per tutti, nessuno escluso, occasione speciale per richiamare tanta gente ad appassionarsi di politica, perché è necessario contrastare il qualunquismo che delegittima ogni Istituzione. Il Comune è il luogo più vicino ai cittadini e, poichè la cosa pubblica è di tutti, ognuno ha il diritto e il dovere di partecipare per garantire la democrazia.

Si apre una fase delicata, in cui si confronteranno personalità diverse, che apporteranno ricchezza al confronto, lealtà nei comportamenti, passione e impegno per il futuro, che verrà disegnato dai tanti che prenderanno parte alle primarie.

Sembra un paradosso, ma io sono convinta che vinceranno tutti, perché la vittoria vera sarà portare tante persone a parlare di politica, perché senza politica la nostra è una società meno coesa e fatta di troppe solitudini.

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E’ veramente avvilente il livello a cui si è ridotta la politica e gli interventi di questi giorni sul tema della partecipazione purtroppo lo dimostrano ampiamente. Nella campagna elettorale della primavera 2007 tutti i gruppi politici, a partire da quelli che oggi criticano la scelta del processo partecipativo “Contiamo tutti”, hanno evidenziato la necessità di cercare un maggiore coinvolgimento, anche diretto, dei cittadini nelle scelte amministrative.

Pochi mesi dopo, a dicembre 2007, la Regione Toscana ha approvato una legge sulla partecipazione. Due anni fa il Comune di Quarrata ha approvato un proprio regolamento comunale per la partecipazione, realizzato anch’esso col coinvolgimento di intervistati, gruppi di lavoro, cittadini che hanno partecipato alla giornata di discussione, definendo linee e principi che avrebbero dovuto regolare tutti i processi partecipativi. Il nostro regolamento prevede che: “la gestione del percorso dovrà essere affidata preferibilmente a un soggetto terzo, che possa garantire neutralità rispetto alla gestione del processo partecipativo”; “per favorire la più ampia partecipazione, si preveda il coinvolgimento di tutti i cittadini, singoli o associati, estratti a sorte o autocandidati”.

Questi sono i punti chiave di alcune critiche che vengono da Manetti e da alcuni gruppi di opposizione, ma che sono contenuti in tutti i documenti sulla partecipazione in Toscana, dalla legge regionale al nostro regolamento e che sono stati decisi proprio con la partecipazione dei cittadini.

Non capisco onestamente che ci sia di tanto scandaloso e “sovversivo” nel ricercare la partecipazione dei cittadini comuni, quelli che ogni giorno lavorano, studiano, portano i bambini a scuola, hanno un portatore di handicap in famiglia e magari hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. Che c’è di strano nel voler sapere come la pensano l’imprenditore, l’operaio, la casalinga, il pensionato?

A queste persone sarà chiesto quali sono i servizi da privilegiare, stilando un ordine di priorità rispetto agli interventi dell’amministrazione comunale.

Per quanto riguarda invece i PIUSS, nonostante siano tanto osteggiati da chi è avverso all’amministrazione, stanno portando a Quarrata 15 milioni di euro di investimenti, a fronte di un costo a carico del bilancio comunale di 5 milioni di euro in 5 anni. La concertazione di Comune di Quarrata e Provincia di Pistoia è iniziata a luglio 2008 ed è andata avanti per più di otto mesi, coinvolgendo i soggetti istituzionali, le associazioni di categoria, i sindacati e tutti gli attori coinvolti nei vari progetti.

E allora, dietro certe critiche fatte in nome della partecipazione, mi domando se non c’è piuttosto la voglia di difendere “piccoli interessi di bottega”, per ragioni personali o alla ricerca di qualche voto in più.

Queste sono le regole della partecipazione in Toscana: se non vogliamo essere anarchici o qualunquisti dovremmo saperlo tutti bene. Se invece questa partecipazione non interessa o addirittura è ritenuta “dannosa” si abbia il coraggio di dirlo chiaramente.

Vai al regolamento per la partecipazione del Comune di Quarrata

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Si è tenuta ieri la Commissione per la partecipazione, che è entrata nel merito alle modalità di svolgimento del processo partecipativo “Contiamo tutti” sul prossimo bilancio comunale 2011.

La commissione ha approvato le modalità di svolgimento del percorso sul bilancio, privilegiato rispetto ad altre proposte di partecipazione emerse nei mesi scorsi. La commissione, col solo voto contrario di Daniele Manetti, ha pertanto approvato le modalità di svolgimento del percorso che, come già previsto dal regolamento comunale per la partecipazione, prevede l’estrazione a sorte dei partecipanti, oltre a eventuali autocandidature.

Alla luce dei dati e della situazione che anche il Comune di Quarrata si sta trovando a dover affrontare, vale a dire un taglio complessivo sulla spesa pari a circa 580.000 euro rispetto all’ultimo anno, il coinvolgimento dei cittadini si concentrerà sull’individuazione delle priorità da parte dell’amministrazione pubblica.

Negli ultimi anni già sono stati apportati notevoli e ripetuti tagli alla spesa, con la razionalizzazione delle risorse disponibili rispetto ad alcuni servizi che abbiamo sempre ritenuto “essenziali”. Quest’anno ci troveremo probabilmente nella difficoltà di dover scegliere davvero i servizi da privilegiare rispetto agli altri: la mensa scolastica, il trasporto alunni, i servizi ai disabili, il sostegno alle fasce deboli della popolazione piuttosto che altro.

Il percorso interessa pertanto la spesa corrente del bilancio e non gli investimenti. Tanto per intendersi non si tratta di scegliere se rifare il tetto piuttosto che le fondamenta di una casa, ma come si fa la spesa di tutti i giorni perché, con le risorse a disposizione, non è detto che si riesca a comprare tutto quello che siamo abituati a trovare sulle nostre tavole. Allo stesso modo per l’amministrazione comunale, si tratta di individuare le priorità rispetto ai servizi che vengono erogati ai cittadini, che finora venivano dati per acquisiti, ma che scontati non sono più.

Gli uffici stanno quindi predisponendo un prospetto delle varie voci di spesa, per dar modo di capire a chi parteciperà agli incontri quali sono i settori di cui ci stiamo parlando e le loro proporzioni, perché è di tutta evidenza che la gestione della mensa scolastica per esempio comporta una spesa molto maggiore rispetto a singole iniziative sporadiche. Sulla base di questi dati i cittadini potranno quindi rendersi conto realmente delle spese e conseguentemente individuare le priorità rispetto ai servizi per la cittadinanza che ritengono più importanti.

La lista delle priorità stilata da coloro che parteciperanno al primo incontro verrà poi messa in discussione e votata da chiunque voglia portare il proprio contributo nella seconda fase del processo di partecipazione.

Il tutto dovrà necessariamente concludersi entro i primi giorni di febbraio, perché quanto emerso possa contribuire davvero alle consuete fasi di discussione anche con le organizzazioni sindacali, indirizzando così le scelte che l’Amministrazione dovrà fare rispetto al bilancio di quest’anno.

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