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Archive for the ‘Varie’ Category

Il mio ricordo di Giancarlo

Luis e Francesca Zampini sono andati a scuola insieme, da allora ho conosciuto meglio Giancarlo, padre innamorato della famiglia, uomo interessato a tutto ciò che lo circondava. Ho approfondito il rapporto con lui nella mia esperienza di sindaco, cogliendo sempre nel suo apporto, consigli e idee di chi certo non te le mandava a dire dietro, anzi!

Questo era il bello di una persona che aveva il coraggio delle sue idee, che sapeva anche andare contromano, con la voglia sempre di lavorare per migliorare la nostra Quarrata. Di idee ne aveva molte e le sapeva esprimere con forza, a volte ci siamo”beccati” su alcune questioni, ma ognuno di noi due aveva la capacità di andare oltre ed il rapporto personale non ne ha mai sofferto. Mi ha aiutato ad approfondire la conoscenza di Tiziano Terzani, personaggio che ha insegnato a tutti il più bel modo di dare l’addio alla vita e di guardare il mondo con occhi distaccati e sereni, ma pieni di quella luce che è regalata solo dall’amore per la vita stessa.

Ci regalava bellissime foto, che ha continuato a pubblicare anche quando stava male, quando ha saputo lottare da par suo con la malattia, senza arrendersi mai, con dignità e coraggio.

Mi sono commossa quando mi ha fatto telefonare da Francesca, sua figlia, per dirmi che mi era vicino nel momento della morte di mia mamma; era già molto malato, ma ha avuto un pensiero per me ed in questi momenti di lutto conta tanto una telefonata così: è una carezza che lenisce il dolore!

Ho in mente tanti ricordi, tante telefonate, tanti colloqui, alcuni scontri, tante idee condivise, una su tutte l’amore per Quarrata; quei ricordi non svaniranno e in tanti ci ricorderemo di Giancarlo e di quanto ha fatto per sé, la sua famiglia e tutta la nostra città.

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A distanza di un mese dalla tua scomparsa, sento il bisogno di ripercorrere alcune tappe della tua vita, perché tu non sei stata solo la mia mamma, sei stata una grande donna.

Cominciasti a lavorare presto, in un’epoca in cui le donne stavano in casa, in quanto il lavoro allora non era considerato “adatto”alle signore.

Hai sempre preso sul serio il tuo lavoro, anzi l’hai amato, costruendo con il nonno Emo e lo zio Franco un’azienda solida, che ha dato lavoro a molti. Tu dentro la ditta eri un pesce che nuotava felice, ti occupavi di creare, inventare nuovi modelli, eri un vulcano, sempre pronta a far girare la tua fantasia e la tua creatività. La biancheria per la casa era il tuo mondo e non si poteva passare da nessuna vetrina di questo genere, senza fermarsi ad ammirare. Eri un “capitano”, temuto e amato dalle tue lavoranti, perché eri esigente, ma generosa e sincera.

Capitava spesso di vederti unica donna tra molti uomini, perché una donna che dirigeva un’azienda negli anni “50 era rara.

Tu eri un fiore all’occhiello per noi tutti, io sono stata orgogliosa di te e del tuo modo di fare; certamente non avevamo lo stesso carattere, abbiamo discusso per le molte idee differenti, ma mai mi hai lasciato sola nelle difficoltà.

Ogni mia scelta l’hai condivisa e hai cercato di essermi mamma e babbo, visto che lui se ne andò molto tempo fa; scherzando dicevi che quando ti sei separata te, lo eravate in due in Italia: te e Mina!

Mi hai lasciato decidere della mia vita, dicendomi la tua idea, che spesso non era uguale alla mia, come spesso succede coi figli, ma lasciandomi piena libertà.

Con te si poteva parlare di tutto, eri aperta e moderna, lo sei stata fino alla fine; anche i miei figli si confidavano con te, aprendosi il cuore e facendoti sentire giovane anche a 80 anni.

Sei stata anche una buona figlia, accudendo con amore i miei nonni, malati tutti e due e mai lasciati soli, ho imparato molto da te e ne sono fiera.

Durante il tuo funerale abbiamo raccolto delle offerte, inviandole al Centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato da Padre Puglisi: sono 1.050 Euro, che spero siano segno di speranza per tanti bambini, perché il nostro futuro sono loro, i bambini e i giovani.

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Il saluto di Napolitano

Con vera gioia ho ricevuto una missiva della Presidenza della Repubblica, con la quale Giorgio Napoletano mi ringrazia del gradito dono “I limoni della Màgia”, oltre che per le cortesi espressioni di stima e apprezzamento.

E’ infatti al Presidente della Repubblica che, negli ultimi giorni del mio mandato da sindaco di Quarrata, ho voluto inviare il primo cofanetto “I limoni della Magia”, con i cioccolatini appositamente creati utilizzando i limoni del giardino monumentale.

Con l’occasione Napoletano invia inoltre al nuovo Sindaco Marco Mazzanti e a tutti i cittadini quarratini i suoi più cordiali saluti.

E’ bello che il nome della nostra Città sia unito alle bellezze che offre, al gusto, all’arte, alle sue eccellenze in campo artigianale e produttivo. Per quanto riguarda la Villa Medicea la Magia, è stata scelta già due volte dalle troupe della Rai per le proprie trasmissioni, divulgando in tutto il territorio nazionale le immagini del giardino, del parco e delle sue opere d’arte contemporanea, prima fra tutte la fontana di Buren.

Ricevere l’apprezzamento dell Capo dello Stato farà sicuramente piacere a tanti…

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Dal 7 maggio ho ripreso in pieno la mia attività professionale, perché ho sempre pensato alla politica come servizio, da svolgere per un periodo della vita più o meno lungo, ma mai in sostituzione del proprio lavoro. Da questo punto di vista infatti avere una propria professione, mi ha consentito di essere svincolata da obblighi e pressioni e quindi molto più libera anche nelle scelte politiche di questi ultimi anni.

Stare a contatto con le persone ed avere rapporti con la gente mi è sempre piaciuto: spesso è più gratificante una stretta di mano o una pacca sulla spalla di un regalo, magari prezioso. E’ anche per questo che non ho mai abbandonato completamente il mio lavoro, neppure negli anni del mio mandato di sindaco, e che adesso lo riprendo con la stessa voglia ed entusiasmo di quando ero una giovane dottoressa alle prime armi.

In questo contesto Silvia Cormio mi ha cercata, per propormi un incarico amministrativo a San Marcello, mettendomi in crisi. Con la politica si può essere utili, si può fare un pezzo di strada insieme, si stringono amicizie e si uniscono gioie e tensioni anche forti.

Amo la montagna, sulla montagna pistoiese ho lavorato per molto tempo come medico ed è in quell’occasione che ho imparato ad apprezzare un territorio dove il lavoro, la fatica, l’impegno e la solidarietà sono di casa.

Arriverò a San Marcello in punta di piedi, con rispetto, per imparare da tutti coloro che vivono quella che per me è una realtà nuova. Sarò a disposizione dei colleghi di giunta e dei consiglieri, collaboratrice fedele per la realizzazione del progetto del sindaco, Silvia Cormio, che è piena di entusiasmo e sta già lavorando sodo per attuare il programma che i cittadini hanno votato, facendo una scelta chiara.

Ringrazio innanzi tutto il sindaco della fiducia. Sarò una donna a servizio di un’idea di politica: quella fatta per il bene comune, per organizzare una macchina comunale che sappia rispondere alle esigenze della propria gente, quella fatta di idee che si confrontano e da cui nascono sintesi per un progetto di città.

Già nel prossimo futuro ci attendono molte sfide e le sfide mi piacciono!

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Avvicinandomi alla conclusione della mia esperienza amministrativa come sindaco di Quarrata, è normale fare un bilancio anche personale di ciò che è stato.

Innanzi tutto desidero ringraziare tutte quelle persone che, dentro e fuori dalla macchina comunale, hanno contribuito alla realizzazione di tanti progetti e iniziative sul territorio e per la città, a volte anche inaspettatamente, con grande disponibilità, spirito di servizio e condivisione.

Ripercorrendo questo percorso, sono proprio i rapporti stretti in questi anni, le collaborazioni intessute e la conoscenza di tante persone “vere” che, da un punto di vista personale, hanno arricchito questa esperienza. Potrei citarne tanti ma sarebbe un elenco incompleto e quindi preferisco non citare nessuno; ognuno di loro capirà in cuor suo di farne parte.

Dieci anni sono tanti e l’esperienza di amministrare in prima persona un comune di oltre 25.000 abitanti è così complessa, che sarebbe impensabile pensare di non aver mai sbagliato niente. Potessi tornare indietro forse, rispetto ad alcune questioni specifiche, farei scelte diverse.

Quello che però non cambierei è la buona volontà e la buona fede, insieme ad un atteggiamento libero da condizionamenti e pressioni varie. E’ l’aspetto di cui vado più orgogliosa, anche se forse è proprio quello che mi ha creato più problemi.

Infatti, quando si parla in modo astratto di equità e del fatto che tutti i cittadini sono uguali davanti all’amministrazione, siamo tutti d’accordo. In fondo al cuore di qualche amico però, c’è sempre la speranza che, nei propri confronti, ci sia un occhio di riguardo.

Se questo mi ha comportato qualche “nemico” in più, resto convinta che, prima della ricerca del consenso a tutti i costi e anche a rischio di incrinare qualche rapporto, debba venire l’onestà intellettuale, cercando di dare una mano a tutti, senza privilegiare nessuno e senza chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie e ai cattivi comportamenti.

Anche se ho sempre avuto la passione per la politica, al di là di una breve parentesi da consigliere comunale in gioventù, non avevo mai fatto politica in modo attivo fino al 2002, quando sono stata cercata per candidarmi a sindaco di Quarrata. Venivo dalla cosiddetta “società civile” e, dopo questa intensa esperienza, tornerò a fare il mio lavoro, il medico di famiglia.

Al di là di partecipare a qualche iniziativa, non sto seguendo i percorsi politici di questi mesi, ho appreso dai giornali l’elenco dei diversi candidati, non ho contribuito a nessun programma elettorale, non perché non mi interessino le sorti della nostra città, ma perché è giusto che chi ha ricoperto un ruolo di primo piano per tanti anni, si faccia da parte, non condizionando in alcun modo chi verrà.

Auguro a tutti i candidati un confronto leale e al vincitore la passione che mi ha sempre animato.

Ed ora mi appresto a sfogliare l’ultima pagina di questo capitolo della mia vita, contenta di averlo letto, e soprattutto di averlo letto insieme alla gente della mia città.

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Auguri

Auguri per una Pasqua di pace e di serenità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giotto – “Resurrezione” (Cappella degli Scrovegni)

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Quando ci lascia una persona si prova un grande dolore, ma quando a lasciarci è una giovane mamma tutto assume una luce davvero angosciante. Eva avrebbe potuto vivere ancora molti anni, donando amore al suo piccolo Andrea e a tutta la sua famiglia. Una fatalità l’ha portata via ai suoi cari e a tutta la comunità, che l’ha conosciuta e apprezzata da sempre.

E’ difficile usare le parole in questi casi, perché l’emozione ci coglie e non ci lascia tregua, mentre la testa si affolla di interrogativi, che accompagnano il senso di ingiustizia di una vita che spesso non sappiamo spiegare nel suo ineffabile mistero.

Una donna solare, giovane, piena di vita, col desiderio di coltivare le passioni e le emozioni di una epoca dell’esistenza nella quale si fanno sogni e si coltivano speranze: questa era Eva.

Adesso dobbiamo essere vicini alla sua famiglia, che avrà bisogno di tutto l’affetto e la vicinanza di una comunità coesa, che si dovrà stringere in un abbraccio pieno di affetto.

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