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Con vera gioia ho ricevuto una missiva della Presidenza della Repubblica, con la quale Giorgio Napoletano mi ringrazia del gradito dono “I limoni della Màgia”, oltre che per le cortesi espressioni di stima e apprezzamento.

E’ infatti al Presidente della Repubblica che, negli ultimi giorni del mio mandato da sindaco di Quarrata, ho voluto inviare il primo cofanetto “I limoni della Magia”, con i cioccolatini appositamente creati utilizzando i limoni del giardino monumentale.

Con l’occasione Napoletano invia inoltre al nuovo Sindaco Marco Mazzanti e a tutti i cittadini quarratini i suoi più cordiali saluti.

E’ bello che il nome della nostra Città sia unito alle bellezze che offre, al gusto, all’arte, alle sue eccellenze in campo artigianale e produttivo. Per quanto riguarda la Villa Medicea la Magia, è stata scelta già due volte dalle troupe della Rai per le proprie trasmissioni, divulgando in tutto il territorio nazionale le immagini del giardino, del parco e delle sue opere d’arte contemporanea, prima fra tutte la fontana di Buren.

Ricevere l’apprezzamento dell Capo dello Stato farà sicuramente piacere a tanti…

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Perchè sì!

Dal 7 maggio ho ripreso in pieno la mia attività professionale, perché ho sempre pensato alla politica come servizio, da svolgere per un periodo della vita più o meno lungo, ma mai in sostituzione del proprio lavoro. Da questo punto di vista infatti avere una propria professione, mi ha consentito di essere svincolata da obblighi e pressioni e quindi molto più libera anche nelle scelte politiche di questi ultimi anni.

Stare a contatto con le persone ed avere rapporti con la gente mi è sempre piaciuto: spesso è più gratificante una stretta di mano o una pacca sulla spalla di un regalo, magari prezioso. E’ anche per questo che non ho mai abbandonato completamente il mio lavoro, neppure negli anni del mio mandato di sindaco, e che adesso lo riprendo con la stessa voglia ed entusiasmo di quando ero una giovane dottoressa alle prime armi.

In questo contesto Silvia Cormio mi ha cercata, per propormi un incarico amministrativo a San Marcello, mettendomi in crisi. Con la politica si può essere utili, si può fare un pezzo di strada insieme, si stringono amicizie e si uniscono gioie e tensioni anche forti.

Amo la montagna, sulla montagna pistoiese ho lavorato per molto tempo come medico ed è in quell’occasione che ho imparato ad apprezzare un territorio dove il lavoro, la fatica, l’impegno e la solidarietà sono di casa.

Arriverò a San Marcello in punta di piedi, con rispetto, per imparare da tutti coloro che vivono quella che per me è una realtà nuova. Sarò a disposizione dei colleghi di giunta e dei consiglieri, collaboratrice fedele per la realizzazione del progetto del sindaco, Silvia Cormio, che è piena di entusiasmo e sta già lavorando sodo per attuare il programma che i cittadini hanno votato, facendo una scelta chiara.

Ringrazio innanzi tutto il sindaco della fiducia. Sarò una donna a servizio di un’idea di politica: quella fatta per il bene comune, per organizzare una macchina comunale che sappia rispondere alle esigenze della propria gente, quella fatta di idee che si confrontano e da cui nascono sintesi per un progetto di città.

Già nel prossimo futuro ci attendono molte sfide e le sfide mi piacciono!

Avvicinandomi alla conclusione della mia esperienza amministrativa come sindaco di Quarrata, è normale fare un bilancio anche personale di ciò che è stato.

Innanzi tutto desidero ringraziare tutte quelle persone che, dentro e fuori dalla macchina comunale, hanno contribuito alla realizzazione di tanti progetti e iniziative sul territorio e per la città, a volte anche inaspettatamente, con grande disponibilità, spirito di servizio e condivisione.

Ripercorrendo questo percorso, sono proprio i rapporti stretti in questi anni, le collaborazioni intessute e la conoscenza di tante persone “vere” che, da un punto di vista personale, hanno arricchito questa esperienza. Potrei citarne tanti ma sarebbe un elenco incompleto e quindi preferisco non citare nessuno; ognuno di loro capirà in cuor suo di farne parte.

Dieci anni sono tanti e l’esperienza di amministrare in prima persona un comune di oltre 25.000 abitanti è così complessa, che sarebbe impensabile pensare di non aver mai sbagliato niente. Potessi tornare indietro forse, rispetto ad alcune questioni specifiche, farei scelte diverse.

Quello che però non cambierei è la buona volontà e la buona fede, insieme ad un atteggiamento libero da condizionamenti e pressioni varie. E’ l’aspetto di cui vado più orgogliosa, anche se forse è proprio quello che mi ha creato più problemi.

Infatti, quando si parla in modo astratto di equità e del fatto che tutti i cittadini sono uguali davanti all’amministrazione, siamo tutti d’accordo. In fondo al cuore di qualche amico però, c’è sempre la speranza che, nei propri confronti, ci sia un occhio di riguardo.

Se questo mi ha comportato qualche “nemico” in più, resto convinta che, prima della ricerca del consenso a tutti i costi e anche a rischio di incrinare qualche rapporto, debba venire l’onestà intellettuale, cercando di dare una mano a tutti, senza privilegiare nessuno e senza chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie e ai cattivi comportamenti.

Anche se ho sempre avuto la passione per la politica, al di là di una breve parentesi da consigliere comunale in gioventù, non avevo mai fatto politica in modo attivo fino al 2002, quando sono stata cercata per candidarmi a sindaco di Quarrata. Venivo dalla cosiddetta “società civile” e, dopo questa intensa esperienza, tornerò a fare il mio lavoro, il medico di famiglia.

Al di là di partecipare a qualche iniziativa, non sto seguendo i percorsi politici di questi mesi, ho appreso dai giornali l’elenco dei diversi candidati, non ho contribuito a nessun programma elettorale, non perché non mi interessino le sorti della nostra città, ma perché è giusto che chi ha ricoperto un ruolo di primo piano per tanti anni, si faccia da parte, non condizionando in alcun modo chi verrà.

Auguro a tutti i candidati un confronto leale e al vincitore la passione che mi ha sempre animato.

Ed ora mi appresto a sfogliare l’ultima pagina di questo capitolo della mia vita, contenta di averlo letto, e soprattutto di averlo letto insieme alla gente della mia città.

Dedicare un giardino al giudice Caponnetto il 25 aprile significa affermare il valore di una nuova Resistenza, resistenza agli idoli di oggi, denaro e potere, per contrapporre loro la libertà, la giustizia e la democrazia.

Antonino Caponnetto, nonno Nino, come era chiamato affettuosamente dagli studenti, nel corso dei suoi numerosi incontri dopo il suo ritorno dalla Sicilia, decise di andare alla Procura di Palermo, rimasta sguarnita dopo la barbara uccisione di Rocco Chinnici. Fu una decisione coraggiosa, che lo portò a continuare l’opera di Chinnici e a rafforzare il pool antimafia, diventando così in un certo modo il “padre spirituale” di Falcone e Borsellino.

Sotto la sua guida fu istruito il maxiprocesso a Cosa Nostra, che vide per la prima volta condannati i vertici della mafia. Lo Stato vinse la sua prima partita contro la malavita organizzata grazie al coraggio di uomini come loro, consapevoli del pericolo, ma coscienti che il riscatto di un popolo passa dall’affermazione della legalità, come barriera per difendere la democrazia.

Il 25 aprile è la data di nascita della nostra democrazia e dedicare questa data al ricordo di un uomo come il Giudice Caponnetto significa renderla viva. Non retorica né stanca ripetizione di un rito, ma riflessione vitale di una comunità che fa memoria di un Uomo giusto, che ci ha lasciato la lezione più bella: dedicarsi al proprio lavoro con dedizione e coscienza di essere un servitore delle Istituzioni repubblicane.

Il parco giochi della Villa Medicea della Màgia risuona delle risate dei bambini, del rumore dl vento che passa tra i rami degli alberi secolari e profuma della primavera, che vorrei portasse con sé le tracce di ogni uomo che ha vissuto come nonno Nino. All’intitolazione parteciperanno i nostri ragazzi, perché possano sentire da vicino la gioia di vivere che il Giudice Caponnetto ci ha lasciato in eredità. Con noi sarà presente anche Nonna Betta, sua straordinaria compagna di una vita, la moglie che l’ha amato e non lo ha mai lasciato solo in nessun frangente della sua vita, neppure quando gli è stata assegnata la scorta perché sotto tiro da parte della mafia.

Quarrata vuole legare alla vita questa giornata di riflessione, ricordando i martiri di ieri, tutte quelle persone che si sono sacrificate per darci la libertà, lottando contro i nazi-fascisti: i martiri di Castel Gironi, Modesta Rossi e Torello Giuntini, innocenti vittime della violenza e della ferocia. Accanto a loro ricordiamo i nuovi martiri, come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Antonino Agostino, tutti i ragazzi delle scorte come Manuela Loi e purtroppo i tantissimi altri eroi di oggi.

Antonino Caponnetto ci porta il modello di una vita passata con onestà e coraggio a combattere la nuova resistenza per costruire un’Italia libera, democratica, inserita a pieno titolo in Europa.

Ieri ho partecipato a Firenze al convegno regionale di ANCI e INU toscani. Al centro dell’attenzione la questione dell’introduzione della concorsualità in urbanistica, uscendo in qualche misura dalla vecchia visione del diritto a costruire. Una delle esperienze più innovative in questo senso, è l’esperienza di Quarrata con l’introduzione della Aree a Pianificazione Differita (APD), volte proprio a mettere in competizione idee e progetti per la crescita della città.

Il mio non è stato ovviamente un intervento tecnico; altri lo hanno fatto in termini di numeri e procedure, perché per questo erano presenti professionisti qualificati come l’Avv. Duccio Traina e l’Avv. Enrico Amante, insieme all’arch. Silvia Viviani, vicepresidente nazionale dell’INU.

Oggi, in una società che fugge dalla politica, che certo non sta dando grandi prove di se stessa, ritengo fondamentale parlare e operare per la democrazia, scegliendo l’equità e la trasparenza come bussole per orientare l’operato delle pubbliche amministrazioni.

Occorre ritrovare visione politica, per dare prospettive vere all’azione amministrativa, rifuggendo dalla ricerca del consenso a tutti i costi, perché non scegliere per la paura di scontentare qualcuno è mortale per la democrazia. Soprattutto in un periodo di difficoltà come questo c’è bisogno di coraggio e di slancio, per provare a gettare le basi per un futuro migliore.

Il termine città nasce dalla parola romana “civus”, cittadino, con diritti e dovere da compiere, consapevole di far parte di una comunità, che per essere vivibile deve essere coesa, inclusiva e solidale. Solo l’impegno di tutti può portare a uscire dalle secche in cui ci siamo cacciati con l’individualismo, che è il tentativo di risolvere per proprio conto problemi complessi, superabili solo in un’ottica generale e inclusiva.

Un amministratore deve porsi il problema di dare risposte riformiste e coraggiose, dando un contributo reale al cambiamento vero della nostra società. Usare procedure che mettano a confronto varie aree e diversi progetti, concorrenti tra loro, significa dare la possibilità al pubblico di allearsi con il privato, per dare risposte ai bisogni dei cittadini.

Il consiglio comunale sceglie i criteri, viene predisposto un bando che fissa le priorità, e poi sono progettisti, imprenditori e cittadini, a lavorare insieme non per speculare sul proprio territorio, ma per contribuire tutti insieme alla crescita della città, in termini di qualità urbana, sociale, infrastrutturale.

A Quarrata quest’idea si è concretizzata. Attraverso due bandi, abbiamo ottenuto risultati di qualità e, oltre agli oneri, la comunità della nostra città avrà alloggi a prezzi calmierati per chi non può pagare 600-700 euro al mese di affitto, aule scolastiche, parcheggi pubblici in zone carenti.

L’urbanistica è vita, perché le scelte urbanistiche condizionano lo sviluppo di un territorio nel suo complesso. Difendere un’urbanistica concorsuale e condivisa, significa difendere l’idea di una comunità coesa, in cui tutti danno il proprio contributo per migliorare la città, rendendola più viva e vitale, uscendo dall’individualismo e dagli egoismi del vantaggio personale o della speculazione di pochi a danno di tutti gli altri.

Auguri

Auguri per una Pasqua di pace e di serenità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giotto – “Resurrezione” (Cappella degli Scrovegni)

In questa campagna elettorale uno dei temi decisivi per lo sviluppo della città sarà quello della economia. Quarrata ha una storia di artigianato, un patrimonio di valori e saperi antichi che possono trasformare la situazione di crisi in momento di riscatto e nuova partenza.

Oggi, parafrasando Kennedy, occorre che ci si chieda non che cosa Quarrata può fare per noi, bensì cosa può fare ognuno di noi per Quarrata.

Questa città ha saputo accogliere tanti in cerca di lavoro e di futuro, ha avuto un cuore generoso in passato, fin dal dopoguerra, e questo è stato ripagato in termini di benessere, che da noi è durato fino a pochi anni fa.

Dobbiamo essere in grado di creare Tavolo di discussione, per trasformarlo in una “associazione di persone di buona volontà che amino Quarrata”.

Al tavolo permanente si dovranno sedere in primis le Istituzioni, poi i rappresentanti dei lavoratori, degli imprenditori, i professionisti e gli istituti di credito, insomma non dovrà mancare nessuno, perché la partecipazione alle scelte e alle strategie per uscire dalla crisi non può essere solitaria.

Non si possono risolvere problemi complicati senza lungimiranza e senza il coinvolgimento di tutti gli attori in campo, quindi bisogna evitare le facili strumentalizzazioni e impegnarsi tutti per lo scopo vitale di rendere Quarrata, ancora una volta, in grado di essere all’avanguardia della ripresa economica nazionale.

Dovremo coinvolgere giovani arredatori, designer, architetti per avere idee da esportare, avremo bisogno di laureati in marketing, giovani che studiano economia, per elaborare un progetto che riunisca le capacità delle tante piccole aziende e le salvi dal destino del “troppo piccolo”, cercando di fare consorzi per acquisti, di acquisire capacità di relazioni internazionali, senza le quali la globalizzazione può davvero distruggerci.

Dobbiamo rafforzare il Centro Commerciale Naturale, esibendo la nostra città come luogo dove si può venire a trovare belle cose, si può gustare cibo e vino di qualità, si trova la cultura con luoghi di eccellenza come la Màgia e non solo.

Abbiamo da offrire qualità e questa è una occasione da non mancare, occorre ripartire dal “Progetto Quarrata”, dal laboratorio “Abitare l’arte” e fare sistema, per non mancare l’occasione di compiere uno scatto di orgoglio e ristabilire il ruolo naturale della nostra Città dentro l’area metropolitana, come ambasciatrice di uno stile di vita che si fonda sull’equilibrio tra bellezza e praticità.

Per questo motivo chiedo con forza a tutti i cittadini, alle forze politiche, ai rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, di non lasciare andare questa occasione di sinergia e di lavoro comune per non soccombere, ma anzi per rilanciare l’idea di una città che allo stesso tempo sappia sognare ad occhi aperti e sappia stare con i piedi saldamente ancorati a terra.

E’ un ragionamento in cui credo molto, che però mi è stata sollecitata anche da alcuni nostri cittadini, che si sono presi l’impegno di produrre una riflessione su questo tema, in questo momento così particolare e di sottoporla anche all’attenzione degli amministratori.

Condiviso con loro questo pensiero, insieme alla necessità di unire tutti indistintamente in questo “lavoro”. Per questo ho deciso di lanciare questo appello pubblicamente, in modo tale che ogni singolo cittadino, operatore, imprenditore, lavoratore, possa contribuire a questa riflessione comune.